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Tuo figlio non studia e non lavora? Una guida pratica (e serena) per i genitori

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Se stai leggendo questa pagina, probabilmente è da un po' che ci pensi: tuo figlio o tua figlia ha finito (o lasciato) la scuola, il lavoro non è arrivato o si è interrotto, e le giornate si sono fermate. Magari avete già discusso, magari hai smesso di tirare fuori l'argomento per non litigare.

Partiamo da qui: è più comune di quanto sembri, e se ne esce. Questa guida ti spiega cosa esiste concretamente in Lombardia e come proportelo senza trasformarlo in un braccio di ferro.

È una situazione così rara?

No, tutt'altro: secondo PoliS Lombardia (2024), circa 150.000 giovani tra i 15 e i 29 anni in Lombardia, più di uno su dieci, stanno attraversando un periodo di distanza da studio e lavoro. E secondo l'Osservatorio Giovani (PoliS Lombardia, 2023), oltre il 60% dei giovani tra i 18 e i 29 anni ha avuto esperienze di lavoro discontinue o informali. Il percorso lineare "scuola → lavoro" oggi è l'eccezione, non la regola.

Saperlo non risolve, ma cambia la domanda: da "cosa c'è che non va in lui/lei?" a "cosa può aiutarlo a ripartire?".

Di chi è la colpa?

Di nessuno, e "colpa" è la parola sbagliata. Nella maggior parte dei casi non c'è pigrizia ma un blocco: la paura di sbagliare ancora, la sensazione di essere rimasti indietro, il non sapere da dove si comincia. Più la pressione sale, più il blocco si irrigidisce. Quello che sblocca, di solito, non è una spinta più forte: è una porta più facile da aprire, un primo passo piccolo, concreto e senza giudizio.

Cosa esiste concretamente in Lombardia?

RE-CONNECT è un progetto gratuito per giovani in Lombardia, finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo con fondi europei FSE+ e realizzato da una rete di organizzazioni del territorio. Funziona così: la persona viene seguita individualmente (orientamento, bilancio delle competenze, una figura di riferimento stabile) e sceglie tra percorsi che combinano:

  • formazione pratica sulle competenze più richieste, a partire dall'intelligenza artificiale, dalle basi, senza requisiti tecnici (i due corsi gratuiti, requisiti e sedi);
  • laboratori di gruppo, attività creative e sport, per rimettersi in movimento anche fuori dall'aula;
  • tirocini in azienda con finalità di inserimento, per chi è pronto a provare e ha almeno 18 anni;
  • e, per chi vuole fare un passo in più, un percorso per diventare formatore di AI (70 ore).

Tre cose che per un genitore contano:

  • È tutto gratuito: è un progetto pubblico, non un corso da comprare.
  • C'è un'indennità di partecipazione: 5 € per ogni ora di attività (da 490 € a 740 € a percorso completato) e 500 € al mese durante il tirocinio. Spesso è l'argomento che fa più presa.
  • C'è sempre una persona di riferimento: nessuno viene lasciato solo davanti a un portale.

Le attività si svolgono a Milano, Bergamo e in Val Camonica, in parte anche online.

Come proporlo senza forzare?

Qualche accorgimento che funziona meglio dell'ultimatum:

  1. Passa l'informazione, non la sentenza. "Ho visto questa cosa, magari ti interessa" apre; "adesso basta, ti iscrivi" chiude.
  2. Punta sul primo passo, non sul percorso intero. Il primo passo è un quiz di pochi minuti, non una firma. È molto più facile dire sì a dieci minuti che a "sistemarsi".
  3. Lascia che la scelta sia sua. Il quiz lo fa lui/lei, i contatti li lascia lui/lei. I percorsi funzionano quando la persona sente di averli scelti.
  4. Usa gli argomenti concreti: è gratis, c'è un'indennità, si impara l'AI (che incuriosisce più di "un corso"), e nessuno chiede né voti passati né spiegazioni sul periodo fermo.
  5. Se ha 16 o 17 anni, al momento dell'iscrizione servirà anche il tuo consenso come genitore o tutore: è previsto direttamente nel form.
Il quiz da cui partire: scopri il percorso adatto

, è il link da far arrivare a lui o lei, o da guardare insieme.

Cosa succede dopo l'iscrizione?

Dopo il form, il ragazzo o la ragazza riceve una mail di riscontro e viene ricontattato telefonicamente da una persona del team, che spiega i percorsi, risponde alle domande e, solo se c'è interesse, accompagna i passi successivi. Nessun automatismo e nessun obbligo: dopo la telefonata si può ancora decidere con calma.

Domande frequenti

È colpa mia o sua se siamo in questa situazione?
No. È una fase che riguarda circa 150.000 giovani solo in Lombardia (PoliS Lombardia, 2024): cercare colpe non aiuta, cercare un primo passo sì.
Cosa posso fare concretamente, da domani?
Fai vedere questa pagina o il quiz a tuo figlio, senza pressione. Se preferisce guardare da solo, lasciagli il link: il primo passo richiede pochi minuti e nessun impegno. Se invece è già pronto a lasciare i contatti, si fa da qui.
Esistono percorsi gratuiti vicino a noi?
Sì: le attività RE-CONNECT si svolgono a Milano, Bergamo e in Val Camonica, in parte anche online. Lasciando i contatti si viene indirizzati alle attività più vicine.
Come glielo propongo senza che si chiuda?
Come un'informazione, non come un ordine: "ho trovato questo, è gratis e c'è pure un'indennità, dai un'occhiata". E poi lascia a lui/lei la mossa successiva.
Mio figlio è minorenne: può partecipare?
Sì, dai 16 anni: per i minorenni è previsto il consenso di un genitore o tutore, direttamente nel modulo di iscrizione.
A chi mi rivolgo se ho domande, come genitore?
Puoi scrivere a reconnect@timevision.it o chiamare il 02 8278 9101: risponde il team del progetto, anche ai genitori. Se preferisci partire per iscritto, va bene anche il modulo del sito indicando la tua situazione. Tutti i riferimenti sono nella pagina contatti.

Per approfondire

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Facciamo il primo passo?

Lasci i tuoi contatti, ti richiama una persona del team e decidi con calma. Tutto gratuito, con un'indennità di partecipazione.