«Cosa vuoi fare?» è la domanda che ti fanno tutti, ed è anche quella che ti blocca. Perché presuppone che da qualche parte ci sia una risposta già pronta, e che tu abbia solo perso il foglietto dove era scritta.
Non funziona così per quasi nessuno. Le persone che sembrano avere le idee chiare, nella maggior parte dei casi, le hanno chiarite provando cose: qualcuna è andata bene, molte no. Questa pagina spiega come si può fare quel percorso senza doverlo fare da soli.
È normale non sapere cosa fare?
Sì, ed è molto più comune di quanto sembri. Secondo PoliS Lombardia (2024) circa 150.000 giovani tra i 15 e i 29 anni in Lombardia stanno vivendo un periodo lontano da studio e lavoro. E secondo l'Osservatorio Giovani (PoliS Lombardia, 2023) oltre il 60% dei giovani tra i 18 e i 29 anni ha avuto esperienze di lavoro discontinue o informali, e il 28% ha interrotto un percorso di studi.
Il percorso lineare «scuola, poi lavoro, per sempre» oggi è l'eccezione. Se il tuo non è lineare, sei nella maggioranza, non fuori posto.
Perché più ci penso, meno mi viene?
Pensarci di più raramente aiuta, e c'è un motivo pratico: le informazioni che ti servono non sono nella tua testa. Non puoi sapere se ti piace lavorare con i dati, o stare al banco con le persone, o mettere le mani su una macchina, se non l'hai mai fatto per qualche ora.
Quindi il primo passo utile non è decidere. È restringere il campo con l'esperienza: provare qualcosa di breve, vedere che effetto ti fa, tenere quello che funziona. Ogni prova ti dà un'informazione che il ragionamento da solo non ti dà.
Come si fa concretamente, senza inventarsi tutto da soli?
Il modo più semplice è farsi accompagnare da chi lo fa di mestiere: un colloquio di orientamento serve esattamente a questo, mettere in fila quello che sai fare, quello che ti interessa e quello che è possibile da dove sei ora. Non è un esame e non c'è una risposta giusta da indovinare.
Dentro RE-CONNECT il percorso comincia sempre da qui, e in questo ordine:
- Un colloquio di orientamento. Si parte da te: cosa hai fatto, cosa hai lasciato, cosa ti incuriosisce. Nessuno ti chiede di giustificare i mesi in cui non hai fatto niente.
- Un bilancio delle competenze. Serve a scoprire che sai fare più cose di quante pensi. Molte competenze vengono da fuori la scuola e dal fuori lavoro, e in un colloquio contano.
- Una persona di riferimento che ti segue per tutto il percorso. Non un portale, non un numero verde: una persona che ti conosce e che richiami quando ti serve.
- La scelta del percorso, insieme. Sono quattro e partono da punti diversi: si sceglie dopo aver parlato, non prima di iscriversi.
Cosa si impara, se non ho ancora un obiettivo?
Le competenze che valgono in ogni caso, qualunque strada prenderai poi. Nel progetto c'è un laboratorio dedicato, il Life e Soft Skills Lab, che dura 30 ore ed è il più erogato di tutti: nove edizioni nell'arco del progetto. Ci si lavora su cose molto concrete.
- Come ti presenti: scrivere un curriculum che si capisca, raccontarti in un colloquio senza sentirti sotto interrogatorio.
- Come lavori con gli altri: stare in un gruppo, dividersi un compito, dire quello che pensi senza litigare.
- Come organizzi: gestire il tempo, capire cosa viene prima, non arrivare all'ultimo momento.
- Come reagisci quando qualcosa va storto, che è la competenza più richiesta e la meno insegnata.
Poi, se ti interessa, ci sono anche i corsi digitali e quelli sull'intelligenza artificiale. Ma non sono il punto di partenza obbligato: se l'idea di un corso tecnico ti spaventa, qui spieghiamo da dove si comincia davvero.
Devo scegliere subito un percorso?
No. La scelta del percorso avviene dopo il colloquio di orientamento, insieme a chi ti accompagna, e tiene conto di dove sei adesso e non di dove pensavi di essere qualche anno fa. Nel modulo di candidatura puoi anche indicare che non hai ancora deciso.
I quattro percorsi partono da situazioni diverse: c'è quello per chi vuole rimettersi in movimento con attività di gruppo e sport, quello per le competenze digitali, quello per chi ha un'idea da far crescere e quello per chi è pronto a entrare in azienda con un tirocinio. Qui c'è il quadro completo, con ore, posti e indennità.
E se poi mi accorgo che non è la strada giusta?
Succede, ed è un'informazione utile, non un fallimento. Per questo il percorso ha una persona di riferimento: se una cosa non funziona si cambia rotta insieme, invece di sparire.
Vale la pena dirlo chiaramente: nessuno qui ti promette che a fine percorso saprai esattamente cosa fare della tua vita. Ti promette che ne saprai di più di adesso, che avrai provato delle cose vere, e che ci sarà qualcuno con cui ragionarci.
Domande frequenti
- È normale non sapere cosa fare a vent'anni?
- Sì. In Lombardia circa 150.000 giovani tra i 15 e i 29 anni stanno attraversando un periodo lontano da studio e lavoro (PoliS Lombardia, 2024), e oltre il 60% dei giovani tra i 18 e i 29 ha avuto esperienze lavorative discontinue. Il percorso lineare è l'eccezione, non la regola.
- Come faccio a capire cosa mi piace?
- Provando cose brevi e concrete, invece di pensarci in astratto. Un colloquio di orientamento e un bilancio delle competenze servono a restringere il campo partendo da quello che hai già fatto, anche fuori dalla scuola.
- Cos'è un bilancio delle competenze?
- Un lavoro guidato in cui si mette per iscritto cosa sai fare, comprese le cose imparate fuori dai percorsi formali. Serve a te per orientarti e serve dopo, quando ti candidi: dà un nome a competenze che altrimenti non racconteresti.
- Devo già sapere cosa voglio fare per candidarmi a RE-CONNECT?
- No. Il percorso si scegli insieme dopo il colloquio, e nel modulo puoi indicare che non hai ancora deciso.
- C'è un costo?
- No, è tutto gratuito: è un progetto finanziato da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo con fondi europei FSE+. Ricevi anche un'indennità di partecipazione di 5 € per ogni ora di attività formativa.
- Quanto tempo devo impegnare?
- Dipende dal percorso: si va da un'ottantina di ore a un centinaio e mezzo, distribuite nel tempo, più il tirocinio per chi lo fa. Il primo passo però sono due minuti: un modulo e una telefonata.



